Con il Decreto Milleproroghe sono stati confermati gli incentivi e le agevolazioni alle assunzioni per il 2026, ma con alcune modifiche. Ecco tutto quello che le aziende devono sapere.
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Il 2026 si apre con alcune conferme importanti sul fronte delle assunzioni agevolate, ma anche con modifiche che le aziende devono conoscere per evitare errori nella pianificazione del costo del lavoro.
La proroga degli incentivi è arrivata con la legge di conversione del Decreto Milleproroghe (Legge n. 26/2026), che ha esteso parte delle misure già previste dal Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024). Tuttavia, la proroga non è stata una semplice replica delle agevolazioni già operative nel 2025: in diversi casi cambiano durata, percentuale dello sgravio e condizioni di accesso.
Per le aziende, quindi, il tema centrale non è solo sapere quali incentivi sono stati confermati, ma soprattutto capire come utilizzarli correttamente nel nuovo quadro normativo. Vediamo le conferme e i cambiamenti.
Tra le misure più conosciute rientra l’incentivo per l’assunzione di giovani under 35. La norma consente di applicare l’agevolazione alle assunzioni o alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate fino al 30 aprile 2026.
La principale novità riguarda però l’intensità dello sgravio contributivo.
Dal 1° gennaio 2026 l’esonero contributivo è ridotto al 70% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, mentre l’esonero pieno al 100% resta possibile solo se l’assunzione comporta un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei dodici mesi precedenti.
Il beneficio continua ad applicarsi ai giovani che non siano mai stati occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con la sola eccezione dei rapporti di apprendistato non stabilizzati. La durata dell’agevolazione resta di 24 mesi, con un limite massimo generalmente pari a € 500 mensili, elevato fino a € 650 nelle aree della ZES unica del Mezzogiorno.
Queste condizioni rendono particolarmente importante verificare, prima dell’assunzione, il rispetto dei requisiti richiesti e l’effettivo incremento occupazionale.
Un’altra misura rilevante riguarda il cosiddetto bonus ZES, destinato alle imprese che assumono nelle regioni comprese nella Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno.
Anche in questo caso il Decreto Milleproroghe ha confermato l’incentivo per le assunzioni effettuate fino al 30 aprile 2026, introducendo però una modifica simile a quella prevista per il bonus giovani.
Dal 2026 lo sgravio contributivo è pari al 70% dei contributi dovuti, mentre il 100% resta riconosciuto solo in presenza di incremento occupazionale netto.
Il beneficio può essere applicato per un massimo di 24 mesi, con un tetto mensile di € 650, e riguarda le imprese che assumono lavoratori disoccupati da lungo periodo nelle regioni della ZES unica, che comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, con successiva estensione anche a Marche e Umbria.
Anche per questo incentivo restano inoltre alcune esclusioni, tra cui il lavoro domestico, il lavoro intermittente e i rapporti dirigenziali.
Diversa la scelta del legislatore per l’incentivo dedicato all’occupazione femminile.
Il bonus per l’assunzione di donne svantaggiate è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026 senza modifiche sostanziali rispetto al regime già in vigore negli anni precedenti.
L’agevolazione consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un massimo di 24 mesi e nel limite di € 650 mensili per ciascuna lavoratrice.
Il beneficio può essere applicato in diverse situazioni, tra cui:
La proroga di questa misura conferma l’obiettivo del legislatore di sostenere l’occupazione femminile, soprattutto nelle aree o nei settori con maggiore divario di genere.
Nel complesso, il quadro delle assunzioni agevolate nel 2026 è quindi caratterizzato da proroghe selettive e da una riduzione dell’intensità degli incentivi, in particolare per le misure dedicate ai giovani e alle assunzioni nelle aree ZES.
Per i datori di lavoro ciò significa che la valutazione dell’incentivo più conveniente non può essere automatica. Consigliamo di verificare attentamente diversi elementi, tra cui:
Una corretta analisi preventiva consente non solo di ridurre il costo del lavoro, ma anche di evitare errori che potrebbero portare alla perdita dell’agevolazione o al recupero dei contributi da parte degli enti previdenziali.
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