Legge di bilancio 2026: le novità in dettaglio

Fiscalità, incentivi alle assunzioni, misure per la genitorialità, welfare aziendale e previdenza sono aspetti molto importanti su cui è intervenuta la Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025). Vediamone l’impatto in dettaglio.

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Legge di bilancio 2026: le novità in dettaglio
15/1/2026

Legge di bilancio 2026: le novità in dettaglio

La Legge di bilancio si conferma anche per il 2026 quale principale riferimento normativo in materia di lavoro, di fiscalità e di politiche di sostegno a favore delle famiglie e dell'occupazione.


Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, la manovra introduce nuove misure e rafforza strumenti già esistenti, con un’attenzione particolare alla riduzione della pressione fiscale, al welfare aziendale, alla genitorialità e agli incentivi alle assunzioni.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio le principali disposizioni che impattano il mondo del lavoro, evidenziando opportunità e aspetti operativi per datori di lavoro e lavoratori.

Fiscalità

Revisione I.R.PE.F.

La Legge di bilancio 2026 conferma il regime I.R.PE.F. articolato su tre scaglioni di reddito, già introdotto negli anni precedenti, ma con una modifica significativa dell’aliquota del secondo scaglione.

A decorrere dal 1° gennaio 2026, le aliquote IRPEF risultano così determinate:

  • 23% per redditi fino a € 28.000;
  • 33% per redditi compresi tra € 28.000 e € 50.000;
  • 43% per redditi superiori a € 50.000.

La riduzione dell’aliquota intermedia, che passa dal 35% al 33%, comporta un alleggerimento del carico fiscale per una fascia ampia di contribuenti, con effetti positivi soprattutto sui redditi medio-alti.

Tassazione agevolata su aumenti retributivi e lavoro accessorio

Un’importante novità riguarda la tassazione agevolata degli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi.

In attuazione dei contratti collettivi sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, per i lavoratori dipendenti che nel 2025 abbiano percepito un reddito non superiore a € 33.000, gli aumenti retributivi beneficiano di un’imposta sostitutiva del 5%.

Accanto a questa misura, la manovra introduce una tassazione agevolata anche per alcune componenti accessorie della retribuzione. In particolare, le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, festivo e a turni sono assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15%, entro il limite annuo di € 1.500, per i lavoratori con reddito 2025 non superiore a € 40.000.

Welfare aziendale, premi di risultato e settore turistico

Premi di produttività

Per il biennio 2026–2027, la Legge di bilancio prevede una riduzione particolarmente significativa della tassazione sui premi di risultato.
L’imposta sostitutiva applicabile ai premi di produttività e alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili scende infatti all’1%, entro il limite complessivo di € 5.000 annui.

Si tratta di una misura che rafforza ulteriormente il ricorso alla contrattazione di secondo livello e che rende i premi di risultato uno strumento ancora più efficace per incentivare la produttività aziendale.

Buoni pasto

Sul fronte del welfare aziendale, è innalzata la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici, che passa da € 8 a € 10 giornalieri, ampliando le possibilità di utilizzo di questo strumento senza aggravio fiscale per lavoratori e aziende.

Trattamento integrativo per turismo e somministrazione

Novità anche per i lavoratori del settore del turismo. Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2026, è riconosciuto un trattamento integrativo speciale ai lavoratori del settore privato del turismo, inclusi gli stabilimenti termali, e agli addetti agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

La misura si applica ai lavoratori dipendenti che nel 2025 abbiano conseguito un reddito non superiore a € 40.000 e consiste in un importo pari al 15% delle retribuzioni lorde riferite al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario. Il trattamento è fiscalmente non imponibile, con un impatto diretto sul netto in busta paga.

Misure a sostegno della genitorialità

La Legge di bilancio introduce e rafforza diversi interventi a supporto della famiglia e della genitorialità. Vediamoli in dettaglio.

Bonus per lavoratrici madri

La manovra 2026 conferma e potenzia il bonus per le lavoratrici madri, incrementandone l’importo.

L’agevolazione mensile passa da € 40 a € 60, riconosciuti per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro subordinato o dell’attività di lavoro autonomo, entro il limite di reddito annuo di € 40.000.

Possono beneficiare della misura:

  • le lavoratrici madri di due figli, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo;
  • le lavoratrici madri di tre o più figli, fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, con esclusione delle lavoratrici con reddito da lavoro a tempo indeterminato.

Priorità al part-time e incentivi contributivi

È previsto un criterio di priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale per i genitori con almeno tre figli conviventi, fino al decimo anno di età del figlio più piccolo, o senza limiti di età in presenza di figli con disabilità.

Per incentivare la misura, ai datori di lavoro che consentano la trasformazione senza riduzione del monte orario complessivo è riconosciuto un esonero contributivo totale per un periodo massimo di 24 mesi, entro il limite di €3.000 annui.

Congedo parentale

È inoltre esteso il limite di età dei figli per la fruizione del congedo parentale, che passa da 12 a 14 anni, includendo anche i figli adottivi o in affidamento.

Prolungamento sostituzioni per maternità

Da segnalare, infine, la possibilità di prolungare il contratto a termine del lavoratore assunto in sostituzione di una lavoratrice in congedo di maternità, per un periodo di affiancamento non superiore al primo anno di età del bambino.

Incentivi alle assunzioni

Assunzione di lavoratrici madri

Sono introdotti specifici incentivi alle assunzioni di lavoratrici madri.
I datori di lavoro che assumono donne madri di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, possono beneficiare di un esonero contributivo totale fino a 8.000 annui.

La durata dell’esonero varia in base alla tipologia contrattuale:

  • 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato;
  • 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato;
  • 24 mesi in caso di assunzione diretta a tempo indeterminato.

Assunzioni a tempo indeterminato

Per favorire l’occupazione stabile, le pari opportunità e lo sviluppo occupazionale nella ZES Mezzogiorno, è previsto un esonero contributivo parziale per i datori di lavoro che, nel corso del 2026, assumono personale non dirigenziale a tempo indeterminato o trasformano contratti a termine.

La durata massima dell’agevolazione è di 24 mesi, restando esclusi i premi e contributi INAIL. I dettagli applicativi saranno definiti da successivi interventi normativi.

Previdenza complementare e trattamento di fine rapporto

TFR al Fondo di tesoreria INPS

Per il biennio 2026-2027, la Legge di bilancio stabilisce che le aziende che occupano in media 60 dipendenti sono obbligate a versare al Fondo di tesoreria INPS le quote di TFR maturate dai lavoratori e non versate alla previdenza complementare. Dopo il 2027 e fino al 2031 la soglia scenderà a 50 dipendenti, per arrivare al limite definitivo di 40 dipendenti dal 2032.

La manovra, dunque, interviene sulla precedente riforma del TFR (Legge n. 296/2006) che cristallizzava al 31 dicembre 2006 la soglia dimensionale per l’insorgenza dell’obbligo di versamento del TFR al Fondo tesoreria INPS, senza considerare successivi incrementi di personale. Ora, il calcolo si deve effettuare sulla base media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente a quello del periodo di paga considerato, da cui decorre l’obbligo contributivo.

Conclusioni

La Legge di bilancio 2026 si inserisce in un percorso di continuità con le precedenti manovre, rafforzando strumenti di riduzione della pressione fiscale e di previdenza complementare, incentivando il welfare aziendale e introducendo misure mirate a sostenere genitorialità e occupazione stabile.

Rimanere aggiornati su queste novità è fondamentale per coglierne appieno le opportunità e gestire correttamente gli adempimenti.

Calcolo netto busta paga 2025 secondo legge di bilancio

Per approfondimenti o per valutare l’impatto delle nuove disposizioni sulla vostra realtà aziendale, potete contattare gli esperti di Bustreo e Associati e continuare a seguirci per tutti gli aggiornamenti in materia di lavoro.

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